In Alto (Agores e VinVivendo)

VinVivendo

Buongiorno Mondo continua la collaborazione foto e poesia tra Agores e VinVivendo diteci cosa ne pensate.
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In alto
Vorrei salire sui tuoi rami
spogli, addormentati
allungati nel cielo come mani invecchiate
e guardare dall’alto il giorno
la fretta, la frenesia
la stupidità dell’uomo.
Vorrei restare sui tuoi rami sempre
staccare la scala dal tronco
per proteggermi
sentirmi libero da ogni arroganza
violenza, guerra
vergogna dell’uomo.
Vorrei poterlo fare ma come gli altri sotto,
anch’io son uomo.

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Roma, tra incanto e frenesia

Belle immagini e parole ho scoperto questo stupendo blog che consiglio

https://neversaynotoaphoto.wordpress.com/

 

neversaynotoaphoto

Quante volte è capitato di sottolineare la diversità con cui gli abitanti di Roma vivono la propria città rispetto alle esigenze più disincantate dei turisti? Da un lato la frenesia della vita quotidiana, dall’altro la calma e la spensieratezza con cui si “mangia” con gli occhi ogni angolo, ogni monumento, ogni luogo.

La “Grande bellezza” fa da sfondo, non ho ritenuto di dover scattare altre foto a soggetti ormai abbondantemente immortalati in passato: ciò che ho voluto catturare, invece, è la città come contenitore di umanità brulicante.

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ALLE TUE MANI

Poesia Massimo Botturi e il suo Blog da scoprire

https://massimobotturi.wordpress.com/

 

massimobotturi

Alle tue mani un tempo feroci do il mio petto
non lo denudo in abili mosse
non seduco, la primula d’inverno con versi generosi.
Ho smesso di mostrarmi ai regnanti
e di cantare;
poiché la quiete è il volto di dio
non lo rinnego, adesso che ti sento il respiro farsi acqua
la piazza manifesta più fredda
e il tuo lamento, da uccella di deserto notturno.
E’ odore nuovo
quello che sale a mezz’aria al tuo giaciglio
odore di capelli tagliati, e di mutande
distese ad asciugare su grucce di fortuna.
E’ il brivido che mette la lotta, la sconfitta
ma anche la sottile lucina sotto porta
la gemma che credevi già morta, il verde chiaro
che fa la vita quando riprende.
E tu la ami,
di nuovo come al tempo di giugno in questi prati
le biciclette a ritmo di piante, il grano a sciami
venuto grande come l’amore.

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Vestito bianco

Questo stupendo scritto da dodicirighe

dodicirighe

Guardo il tuo viso e ripenso a quando sfioravo i tuoi contorni. Ti fidavi delle mie mani e chissà dove andavi col pensiero. E una brezza mi colpiva lungo la schiena, dal cervello all’osso sacro. Capii che era amore. Pensavo di essere più scaltro di te e volevo dirtelo, ma quando hai aperto gli occhi ho capito che lo sapevi già. Guardo le tue scarpe e penso a quando si erano riempite di sabbia quella sera mentre guardavi il cielo e io, che pensavo di essere più scaltro di te, mi ero inginocchiato per sorprenderti ma tu, con gli occhi al futuro, dicesti di sì. E quella brezza mi percorse le ginocchia facendomi cadere su quella moltitudine di granelli e con gli occhi al tuo stesso domani. Guardo il tuo vestito bianco, accanto a me, e mi chiedo se anche a te ha attraversato una brezza oggi. Mi avvicino al…

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Tutti i libri di: Sara Rattaro

Una mattina afosa

Bellissimo racconto da Briciolanellatte tanto da leggere nel suo blog seguitela

Briciolanellatte Weblog

finestra sul giardinoOsservava il giardino dalla finestra, mezzo nudo, le palpebre a fessura per difendersi dalla luce. La notte era stata calda, afosa, irrespirabile. Lei dormiva ancora, in modo scomposto, segno di un sonno agitato. Era tardi e le cose da preparare prima di partire erano ancora molte. ‘Andiamo’ si disse mentalmente senza muoversi; e in un angolo della finestra, tra i vetri e la zanzariera, notò una vespa a zampe in su come fosse stata fulminata dal getto di un flit.
«Proprio grossa!» si lasciò sfuggire a voce alta.
«Cosa?» mormorò lei con la voce impastata girandosi sull’altro fianco.
«Una vespa…» rispose Luca senza riflettere. Lei scattò giù dal letto, perfettamente sveglia, gli occhi sbarrati.
«Dove, dove?» gridò guardandosi attorno, il collo incassato tra le spalle, pensando fosse nella stanza.
«Ma stai tranquilla, è fuori dalla finestra. Non c’è nessun pericolo.»
Lei non gli credette fino a quando, spostando il compagno di…

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Follemente Blogger Award

Viandanti Naviganti Mondo della rete da oggi parte il

Follemente Blogger Award

questo Award non è una catena, non viene dato a vari blogger da altri blogger.

Follemente Blogger Award viene assegnato ai blog più meritevoli scovati nella rete e rebloggati su Follemente Blogger

Ogni mese un gruppo di blogger deciderà a chi assegnare il premio per ogni categoria.

Chi lo riceve potrà mostrarlo o no non vi è nessun obbligo

In cosa consiste? Semplicemente un banner e un piccolo dono segreto buon blogger a tutti

follementebloggeraward

Gigi Faggella

Oggi vi presento Gigi Faggella tenebroso, sormione, io lo definisco un Istrice, è lì buono tranquillo ma poi zac zac in un batter d’occhi ti infilza con i suoi aculei in questo caso i suoi scritti. La Recita parole ed una grande Mina di sottofondo. Viandanti Gigi non dovete farvelo sfuggire. 

gecolife

Recitiamo di continuo. La vita è una grande commedia (o tragedia a seconda dei punti di vista) in cui indossiamo sorrisi, lacrime ed altri invisibili abiti di scena. Lo facciamo per esprimere desideri, pensieri e sentimenti, veri o falsi che siano. Lo facciamo per prevalere sugli altri in una lotta assurda senza ragioni.

Ed abbiamo bisogno del corpo per farlo, con il contorno del linguaggio. Entrambi strumenti fragili che mostrano le crepe della nostra debolezza.

Siamo perennemente divisi tra interiorità spirituale ed esteriorità corporea, cerchiamo disperatamente di essere autentici o di sembrare tali, con il risultato che non riusciamo mai veramente ad essere noi stessi.

Il palcoscenico del teatro su cui recitiamo la nostra parte è il mondo intero e sembra quasi che, per concederci un intervallo a questa recita “a braccio” e senza copione, il nostro regista ci abbia concesso il sonno.

Le rappresentazioni sono le più varie. Vi…

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